Appello Milano, 4 gennaio 2017

(Bonaretti presidente ed estensore) – A.C., L.D., R.P. (avv. Balossi) – A.E.R. s.p.a. (avv.ti Bosisio e Discepolo)

Arbitrato – Arbitrato rituale – Lodo – Motivazione – Contraddittorietà – Nozione

La contraddittorietà del lodo per essere causa di nullità deve essere tra le diverse parti del dispositivo. (25)

Arbitrato – Arbitrato rituale – Lodo – Impugnazione – Nullità – Assenza della motivazione o incomprensibilità della ratio decidendi – Contraddittorietà – Sussistenza

La contraddittorietà interna, ravvisabile tra le diverse parti della motivazione, rileva unicamente laddove essa si traduca nell’impossibilità di comprendere la ratio decidendi della pronuncia e si risolva pertanto in una motivazione inesistente o meramente apparente. (26)


App. Campobasso, 7 febbraio 2017

(d’Errico presidente; Spinelli estensore) – B. & T.G. s.r.l. (avv. Cicerone) – C.A. e C.A. (avv. Cappellu)

Processo civile – Lodo – Violazione delle regole di diritto relative al merito – Impugnabilità – Limiti

È impugnabile per violazione delle regole di diritto relative al merito della controversia soltanto il lodo che sia reso sulla base di una convenzione arbitrale (nella specie: successiva al 2 marzo 2006) che espressamente lo preveda (24)


Appello Milano, 3 marzo 2017 (data di pubblicazione)

(Santosuosso presidente; Mantovani estensore) – Alstom ferroviaria spa (avv.ti Lombardi, Atteritano, Rolla, Bocca, Borocci, Soligo) – Consorzio saturno (avv.ti Piccardo, D’Angelo) – Alpinq enertrans s.p.a. (avv.ti Piccardo, D’Angelo) – Spirti s.p.a. (avv.ti Piccardo, D’Angelo) – Ansaldo sts s.p.a. (avv.ti Piccardo, D’Angelo)

Arbitrato – Lodo – Efficacia esecutiva – Sospensione – Pendenza di q.l.c. in relazione ai motivi di impugnazione – Gravi motivi – Sussistenza

Integrano i gravi motivi che consentono di sospendere l’efficacia esecutiva del lodo la circostanza che non sia possibile definire con certezza il perimetro del sindacato del giudice sul lodo a causa della pendenza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 829, comma 3, c.p.c. e 27, comma 4, d.lgs. n. 40/2006, in relazione agli artt. 3 e 41 Cost., nella parte in cui, secondo il diritto vivente, l’art. 829 c.p.c., comma 3, come riformulato dal d.lgs. n. 40/2006, si applica nei giudizi arbitrali promossi dopo l’entrata in vigore del suddetto decreto ma la legge cui lo stesso art. 829 c.p.c., comma 3, rinvia, per stabilire se è ammessa l’impugnazione per violazione delle regole di diritto relative al merito della controversia, è quella vigente al momento della stipulazione della convenzione d’arbitrato (23)


App. Roma, 4 novembre 2015 (data di pubblicazione)

(Reali presidente; Ferdinandi estensore) – Zurich Insurance Company (avv.ti Faletti ed Herdandez) – Consortile Ponte Milvio s.r.l. (avv. Scrofana)

Arbitrato – Natura rituale o irrituale – Interpretazione della clausola compromissoria – Criteri

Sia l’arbitrato rituale, sia l’arbitrato irrituale hanno natura privata, onde la differenza tra l’una e l’altra figura non può essere fondata sul rilievo che con la prima le parti abbiano demandato agli arbitri una funzione sostitutiva di quella del giudice ma va invece ravvisata nel fatto che, nell’arbitrato rituale, le parti vogliono che si pervenga ad un lodo suscettibile di essere reso esecutivo e di produrre gli effetti di cui all’articolo 825 c.p.c., con l’osservanza del regime formale del procedimento arbitrale, mentre nell’arbitrato irrituale esse intendono affidare all’arbitro (o agli arbitri) la soluzione di controversie insorte o che dovessero insorgere soltanto attraverso lo strumento negoziale, mediante una composizione amichevole o un negozio di accertamento riconducibile alla volontà delle parti stesse, le quali si impegnano a considerare la decisione degli arbitri come espressione della loro volontà. Sulla scorta di tale principio va interpretata la formulazione della clausola arbitrale tenendo conto del dato letterale e della comune intenzione delle part, quale risultante anche dalla loro condotta successiva al contratto. (21)

Arbitrato – Arbitrato irrituale – Erronea qualificazione come arbitrato rituale da parte del collegio – Impugnazione del lodo – Competenza

Qualora gli arbitri abbiano erroneamente affermato la natura rituale dell’arbitrato, l’impugnazione del lodo, anche se diretta a far valere la natura irrituale dell’arbitrato, va proposta davanti alla corte di appello e non nei modi propri dell’impugnazione del lodo irrituale, ossia davanti al giudice ordinariamente competente, giacché quel che rileva ai fini dell’individuazione del mezzo di impugnazione del lodo è la natura dell’atto in concreto posto in essere dagli arbitri e non la natura dell’arbitrato così come emergente dalla volontà delle parti. (22)


Appello Roma, 2 ottobre 2015 (data di pubblicazione)

(Mirra presidente; Lo Sinno estensore) – Regione Puglia (avv. Pannarale) – Igeco Costruzioni S.p.A. (avv. Petrone)

Arbitrato – Lodo – Impugnazione – Costituzione del Collegio arbitrale – Nullità – Decadenza

L’impugnazione del lodo arbitrale per irregolare costituzione del collegio, ai sensi dell’art. 829, comma 1, n. 2, c.p.c., può essere sollevata in appello solo se la nullità sia già stata dedotta nel giudizio arbitrale. (19)

Arbitrato – Lodo – Impugnazione – Irregolare costituzione del Collegio arbitrale – Nullità – Inammissibilità

L’impugnazione del lodo arbitrale per irregolare costituzione del collegio arbitrale va dichiarata inammissibile in appello qualora la stessa non sia già stata dedotta nel giudizio arbitrale, ai sensi dell’art. 829, comma 1, n. 2, c.p.c. (20)


Appello Roma, 2 ottobre 2015, n. 5420 (data di pubblicazione)

(Reali presidente; Bochicchio consigliere relatore) – LML Limited (avv. Di Lorenzo) – Piaggio & C. S.p.A. (avv.ti Raffaelli e Conti)

Arbitrato – Lodo straniero – Decreto di riconoscimento dell’efficacia del lodo straniero – Pendenza di impugnazione – Opposizione al decreto – Preventivo annullamento e sospensione – Carenza – Rigetto

La semplice pendenza di un’impugnazione giudiziale non può giustificare il rifiuto del riconoscimento o dell’esecuzione del lodo straniero, laddove questo non sia stato previamente annullato o sospeso da un’Autorità competente dello Stato nel quale, o secondo la legge del quale, è stato reso, come disposto dall’art. 840, comma 3, n. 5, c.p.c. (16)

Arbitrato – Lodo straniero – Riconoscimento dell’efficacia del lodo straniero – Opposizione – Richiesta alla Autorità competente – Sospensione – Discrezionalità

Qualora sia stato richiesto l’annullamento o la sospensione dell’efficacia del lodo straniero all’autorità competente dello Stato nel quale, o secondo la legge del quale, il lodo è stato reso (art. 840, comma 3, n. 5 c.p.c.), la Corte d’aApello può, ai sensi dell’art. 840, comma 5, c.p.c., sospendere il procedimento per il riconoscimento o l’esecuzione del lodo. Tale decisione costituisce, tuttavia, una decisione discrezionale del giudice e non una conseguenza automatica della richiesta di annullamento o sospensione del lodo straniero. (17)

Arbitrato – Lodo straniero – Condanna della parte soccombente – Rimborso dei costi – Expert witness – Consulente tecnico di parte – Equiparazione – Ordine pubblico italiano – Conformità

La condanna del soccombente al rimborso dei costi sostenuti dalla parte vittoriosa per il pagamento dei compensi professionali degli expert witnesses citati in giudizio è conforme all’ordine pubblico italiano, essendo i predetti esperti paragonabili al consulente tecnico di parte previsto all’art. 201 c.p.c., la cui remunerazione è addebitabile dal giudice alla parte soccombente. (18)


Appello Roma, 22 luglio 2015 (data di pubblicazione)

(Reali presidente; Zannella estensore) – ASG soc. coop a r.l. (avv.ti Annoni e Mastrantoni) – Fall. Cityferr s.r.l. in liquidazione

Arbitrato – Facoltà di declinatoria – Devoluzione della controversia al giudice ordinario – Rinuncia alla clausola compromissoria

La declinatoria del giudizio arbitrale costituisce l’esercizio di un diritto potestativo di carattere sostanziale concesso alla parte che in concreto se ne è avvalsa e comporta la devoluzione dell’intera controversia al giudice ordinario. Peraltro, quando la parte promuove nei confronti dei medesimi contraddittori un giudizio innanzi al giudice ordinario avente identità totale o parziale di oggetto, tale comportamento costituisce implicita rinuncia ad avvalersi della clausola compromissoria, restando così preclusa la possibilità di far successivo ricorso al procedimento arbitrale. (15)


Appello Roma, 27 maggio 2015 (data di pubblicazione)

(Cofano presidente; Thellung de Courtelary estensore) – Ilsa Mediterraneo s.p.a. (avv. La Forgia) – Atradius Credit Insurance N.V. (avv. Gregori)

Arbitrato – Lodo arbitrale – Impugnazione del lodo – Revocazione – Ritrovamento di documenti – Onere probatorio

L’impugnazione del lodo arbitrale per revocazione correlata al ritrovamento di documenti non potuti produrre in giudizio deve essere proposta a pena di inammissibilità, a norma degli artt. 325 e 326 c.p.c., entro trenta giorni dalla data della scoperta dei documenti medesimi e l’onere della prova dell’osservanza del termine, e quindi della tempestività e dell’ammissibilità dell’impugnazione incombe sulla parte che questa abbia proposto. (13)


Appello Genova, 12 febbraio 2015 (data di pubblicazione)

(Bonavia presidente; Cardino estensore) – Borchi Costruzioni s.r.l. (avv.ti Ceino e Ciuchi) – Condominio di Piazza de Franchi 8, Genova (avv.ti A. Roccella, C. Roccella e F. Roccella)

Arbitrato – Arbitrato irrituale – Lodo – Impugnazione – Nullità – Scadenza del termine per la pronuncia – Effetti – Mandato – Applicabilità

L’art. 829, n. 6, c.p.c. commina la nullità del lodo pronunziato oltre il termine stabilito dall’art. 820 c.p.c., ma fa salvo il disposto dell’art. 821 c.p.c., alla stregua del quale il decorso del termine non può essere fatto valere come causa di nullità del lodo se la parte, prima della deliberazione del lodo stesso, non abbia notificato alle altre parti e agli arbitri che intende far valere la loro decadenza. Tale norma risulta applicabile al solo arbitrato rituale, non già ad un arbitrato irrituale di equità. La scadenza del termine concesso per un arbitrato irrituale ricade infatti nella disciplina dall’art. 1722, n. 1, c.c. e priva, in radice, l’arbitro-mandatario del potere di compiere l’atto per il quale gli è stato conferito il mandato, tanto da rendere giuridicamente impossibile la pronuncia del lodo. (12)


App. Genova, 10 giugno 2013 (data di pubblicazione)

(Torti presidente; Cardino estensore) – Gaggero (avv. Frumento) – I.R.I.S. s.r.l. (avv.ti Bellini e Demarchi)

Arbitrato – Arbitrato rituale – Lodo – Impugnazione – Nullità – Assenza della motivazione o incomprensibilità della ratio decidendi – Contraddittorietà – Sussistenza

Sussiste la nullità del lodo per mancanza o contraddittorietà della motivazione solo nei casi in cui questa sia totalmente assente o sia a tal punto carente da non consentire di comprendere l’iter del ragionamento seguito dagli arbitri e di individuare la ratio della decisione adottata. (10)

Arbitrato – Arbitrato rituale – Lodo – Impugnazione – Nullità – Procedimento istruttorio – Ammissione di prove – Diritto di difesa – Principio del contraddittorio – Presupposti

Non lede il diritto di difesa la semplice circostanza di non avere ammesso prove orali richieste da una parte, ben potendo il collegio arbitrale, così come l’autorità giudiziaria ordinaria, ritenere dimostrati i fatti costitutivi del diritto fatto valere e le contrapposte eccezioni in base alla documentazione prodotta o in forza delle ammissioni delle parti o, infine, in forza di accertamenti di carattere tecnico disposti di ufficio. Il principio del contraddittorio è rispettato quando il giudicante pone le parti contendenti tutte in grado di interloquire sulle prove poste a fondamento delle rispettive pretese, non certo in virtù di una meccanica ammissione di un numero pari di prove a favore dell’una come dell’altra parte. (11)


Appello Milano, 30 novembre 2016 (ord.)

(Santosuosso presidente ed estensore) – Ferri Immobiliare s.r.l. (avv.ti Pratelli, Marchionni, Zambon) – Unicredit s.p.a. (avv. Dalmartello)

Processo civile – Impugnazione lodo – Violazione delle regole di diritto relative al merito – Clausola arbitrale – Legge del tempo della stipulazione – Regime di impugnabilità – Applicabilità – Criteri – Questione di legittimità costituzionale degli artt. 829, comma 3, c.p.c. e 27, comma 4, d.lgs. n. 40/2006 – Non manifesta infondatezza

Non è manifestamente infondata e va dunque rimessa alla Corte costituzionale la questione di legittimità costituzionale degli artt. 829, comma 3, c.p.c. e 27, comma 4, d.lgs. n. 40/2006, in relazione agli artt. 3 e 41 cost., nella parte in cui, secondo il diritto vivente, l’art. 829 c.p.c., comma 3, come riformulato dal d.lgs. n. 40/2006, si applica nei giudizi arbitrali promossi dopo l’entrata in vigore del suddetto decreto, ma la legge cui lo stesso art. 829 c.p.c., comma 3, rinvia, per stabilire se è ammessa l’impugnazione per violazione delle regole di diritto relative al merito della controversia, è quella vigente al momento della stipulazione della convenzione d’arbitrato. (74)


Appello Milano, 3 giugno 2016

(Boiti presidente, Vigorelli estensore) – Caseificio R.N. società coop. agr. (avv.ti Rocchi, Baggi) – Consorzio L.S.M. «V.» società coop. agr. (avv. Miccio)

Processo civile – Impugnazione lodo – Violazione delle regole di diritto relative al merito – Applicabilità – Sussistenza

Possono sempre essere impugnati per lamentare un error in judicando del tribunale arbitrale i lodi resi sulla base di una clausola conclusa prima della riforma del 2006. (73)


Appello Napoli, 13 maggio 2016 (data di pubblicazione)

(Cultrera presidente; Lepre estensore) – Consorzio stabile AEDARS s.c.a.r.l. (avv.to Migliarotti) – Comune di Pollica (avv.ti Fenucciu, Tozzi)

Processo civile – Impugnazione lodo – Appalto di pubblico servizio – Annullamento della delibera di aggiudicazione – Invalidità del contratto stipulato con l’apparente aggiudicatario – Clausola compromissoria – Invalidità

L’annullamento della delibera di aggiudicazione dell’appalto di un servizio pubblico ha effetto retroattivo e, pertanto, determina, con la caducazione del contratto di appalto che non poteva essere stipulato, anche l’invalidità della clausola compromissoria in esso inserita, ancorché clausola autonoma rispetto al contratto.(72)


App. Roma, 27 aprile 2016

(Crescenzi presidente; Gozzer estensore) – R. Remollino e M. Battista Musano (avv.ti S. Picciolini e F. Paola) – A. Bonso e A. Dini (avv.ti L. Luzi e M. Zatta)

Arbitrato – Arbitrato rituale – Lodo – Impugnazione – Nullità – Inosservanza delle regole di diritto – Nozione

Ai sensi dell’art. 829, comma 3, c.p.c. (nel testo, applicabile ratione temporis, novellato dal d.lgs. n. 40/2006), gli errores in iudicando possono essere fatti valere, quale causa di nullità del lodo, solo laddove tale possibilità sia espressamente prevista dalla legge ovvero contemplata dalle parti, in modo chiaro e inequivocabile, nella clausola compromissoria o in altri atti anteriori all’instaurazione del procedimento arbitrale, non potendosi ritenere sufficiente la mera previsione, ivi contenuta, di una decisione secondo diritto, sostanzialmente riproduttiva dell’art. 822 c.p.c. e astrattamente riconducibile, pertanto, alla volontà di escludere il potere degli arbitri di decidere secondo equità.(70)

Arbitrato – Arbitrato secondo equità – Formazione del convincimento degli arbitri – Principi e criteri

Gli arbitri autorizzati a pronunciare secondo equità sono svincolati, nella formazione del loro convincimento, dalla rigorosa osservanza delle regole del diritto oggettivo, avendo facoltà di utilizzare criteri, principi e valutazioni di prudenza e opportunità che appaiano i più adatti ed equi, secondo la loro coscienza, per la risoluzione del caso concreto, restando così preclusa, ai sensi dell’art. 829, comma secondo, ultima parte, c.p.c., l’impugnazione per nullità del lodo di equità per violazione delle norme di diritto sostanziale, o, in generale, per errores in iudicando, che non si traducano nell’inosservanza di norme fondamentali e cogenti di ordine pubblico, dettate a tutela di interessi generali e perciò non derogabili dalla volontà delle parti, né suscettibili di formare oggetto di compromesso.(71)