Appello Milano, 30 novembre 2016

(Santosuosso presidente ed estensore) – Ferri Immobiliare s.r.l. (avv.ti Pratelli, Marchionni, Zambon) – Unicredit s.p.a. (avv. Dalmartello)


Processo civile – Impugnazione del lodo – Violazione delle regole di diritto relative al merito – Convenzione d’arbitrato – Legge del tempo della stipulazione – Regime di impugnabilità – Applicabilità – Criteri – Questione di legittimità costituzionale degli artt. 829, comma 3, c.p.c. e 27, comma 4, d.lgs. n. 40/2006 – Non manifesta infondatezza

Non è manifestamente infondata e va dunque rimessa alla Corte costituzionale la questione di legittimità costituzionale degli artt. 829, comma 3, c.p.c. e 27, comma 4, d.lgs. n. 40/2006, in relazione agli artt. 3 e 41 Cost., nella parte in cui, secondo il diritto vivente, l’art. 829 c.p.c., comma 3, come riformulato dal d.lgs. n. 40/2006, si applica nei giudizi arbitrali promossi dopo l’entrata in vigore del suddetto decreto, ma la legge cui lo stesso art. 829 c.p.c., comma 3, rinvia, per stabilire se è ammessa l’impugnazione per violazione delle regole di diritto relative al merito della controversia, è quella vigente al momento della stipulazione della convenzione d’arbitrato.

(Massima a cura di Stefano A. Cerrato, già pubblicata in questa Rivista, 2016, p. 424). 


Corte cost., 30 gennaio 2018, n. 13

(Grossi presidente; Prosperetti estensore)


Processo civile – Impugnazione del lodo – Violazione delle regole di diritto relative al merito – Convenzione d’arbitrato – Legge del tempo della stipulazione – Regime di impugnabilità – Applicabilità – Criteri – Questione di legittimità costituzionale degli artt. 829, comma 3, c.p.c. e 27, comma 4, d.lgs. n. 40/2006 – Infondatezza

Va dichiarata infrondata dunque la questione di legittimità costituzionale degli artt. 829, comma 3, c.p.c. e 27, comma 4, d.lgs. n. 40/2006, in relazione agli artt. 3 e 41 Cost., nella parte in cui, secondo il diritto vivente, l’art. 829 c.p.c., comma 3, come riformulato dal d.lgs. n. 40/2006, si applica nei giudizi arbitrali promossi dopo l’entrata in vigore del suddetto decreto, ma la legge cui lo stesso art. 829 c.p.c., comma 3, rinvia, per stabilire se è ammessa l’impugnazione per violazione delle regole di diritto relative al merito della controversia, è quella vigente al momento della stipulazione della convenzione d’arbitrato. 


Commento: Francesco De Santis, Impugnazione del lodo per violazione di regole di diritto e “stabilità” della clausola arbitrale


Appello Venezia, 28 agosto 2017, n. 1730 (data di pubblicazione)

(Bruni presidente ed estensore) – Tillmans s.p.a. (avv.ti Marchelli, Muzii e Bottecchia) – Europolimeri s.p.a. (avv. Peron)


Procedimento civile – Istruzione – Poteri e obblighi del giudice – Questioni rilevate d’ufficio – Obbligo di sottoporle alle parti – Diversa valutazione del materiale probatorio – Applicabilità – Esclusione

L’obbligo del giudice di stimolare il contraddittorio sulle questioni rilevate d’ufficio, rafforzato dall’aggiunta del secondo comma all’art. 101 c.p.c. ad opera della legge n. 69/2009, si estende solo alle questioni di fatto, che richiedono prove dal contenuto diverso rispetto a quelle chieste dalle parti, o alle eccezioni rilevabili d’ufficio, e non anche ad una diversa valutazione del materiale probatorio già acquisito.

 


Appello Venezia, 28 agosto 2017, n. 1737 (data di pubblicazione)

(Bruni presidente; Santoro estensore) – Trombetta (avv. Tosini) – Cooperativa Pescatori di Pila O.P. s.c.a r.l. (avv. Cantarutti)


Arbitrato – Arbitrato rituale – Lodo – Motivazione – Contraddittorietà – Nozione

La disposizione di cui all’art. 829, n. 11, c.p.c. – nullità del lodo contenente disposizioni contraddittorie – deve essere intesa nel senso che la contraddittorietà deve emergere tra le diverse componenti del dispositivo o tra la motivazione e il dispositivo e non tra parti diverse della motivazione, nel qual caso può assumere rilevanza solo nell’ipotesi di assoluta impossibilità di ricostruire l’iter logico e giuridico sottostante alla decisione per totale assenza di una qualsivoglia forma di motivazione riconducibile al suo modello funzionale.

 


Appello Venezia, 28 agosto 2017, n. 1735 (data di pubblicaziona)

(Bruni presidente; Santoro estensore) – Pregnolato (avv. Tosini) – Cooperativa Pescatori di Pila O.P. s.c.a r.l. (avv. Cantarutti)


 


Appello Venezia, 28 agosto 2017, n. 1734 (data di pubblicaziona)

(Bruni presidente; Santoro estensore) – Zanellato e a. (avv. Tosini) – Cooperativa Pescatori di Pila O.P. s.c.a r.l. (avv. Cantarutti)


 


Appello Venezia, 28 agosto 2017, n. 1733 (data di pubblicazione)

(Bruni presidente; Santoro estensore) – Zago (avv. Tosini) – Cooperativa Pescatori di Pila O.P. s.c.a r.l. (avv. Cantarutti)

 


Appello Venezia, 28 agosto 2017, n. 1731 (data di pubblicazione)

(Bruni presidente; Santoro estensore) – Pregnolato (avv. Tosini) – Cooperativa Pescatori di Pila O.P. s.c.a r.l. (avv. Cantarutti)

 


Appello Venezia, 28 agosto 2017, n. 1717 (data di pubblicazione)

(Bruni presidente ed estensore) – Cooperativa Pescatori di Pila O.P. s.c.a r.l. (avv. Cantarutti) – Pregnolato e a. (avv. Tosini)

 


Appello Venezia, 25 agosto 2017, n. 1682 (data di pubblicazione)

(Bazzo presidente, Rigoni estensore) – Cheap s.r.l. (avv.ti Gobbetto e Colonna) – Castelgreen s.r.l. ora Imperia s.p.a. (avv. Iannuzzi)


Arbitrato – Arbitrato rituale – Lodo – Motivazione – Contraddittorietà – Nozione

La disposizione di cui all’art. 829, n. 11, c.p.c. – nullità del lodo contenente disposizioni contraddittorie – deve essere intesa nel senso che la contraddittorietà deve emergere tra le diverse componenti del dispositivo o tra la motivazione e il dispositivo e non tra parti diverse della motivazione, nel qual caso può assumere rilevanza solo nell’ipotesi di assoluta impossibilità di ricostruire l’iter logico e giuridico sottostante alla decisione per totale assenza di una qualsivoglia forma di motivazione riconducibile al suo modello funzionale.

 


Appello Venezia, 25 agosto 2017, n. 1681 (data di pubblicazione)

(Bazzo presidente, Valle estensore) – Tolio Mario (avv. Migliorini) – Tolio Giuseppe (avv.ti Trentini e Pasqualin)


Arbitrato – Arbitrato rituale – Arbitri – Competenza – Questione di competenza – Sussistenza

L’attività degli arbitri rituali ha natura giurisdizionale e sostitutiva della funzione del giudice ordinario, sicché lo stabilire se una controversia spetti alla cognizione dei primi o del secondo si configura come questione di competenza e non di merito, il cui esame rientra nel potere del giudice avanti al quale il lodo venga per tale motivo impugnato.

Obbligazioni e contratti – Mutuo – Contratto concluso fra soci – Restituzione somma – Natura societaria della controversia – Esclusione

È estranea al rapporto sociale – e dunque non coperta da una clausola compromissoria operante per le controversie relative a diritti disponibili relativi al rapporto sociale – la richiesta effettuata da un socio di restituzione della somma data a mutuo ad altro socio per la successiva esecuzione di un finanziamento destinato alla società.

 


Appello Venezia, 30 giugno 2017 (data di pubblicazione)

(Bruni presidente, Gazzillo estensore) – Arnita (avv. Suppiej) – Flamini Renato (avv. Salvato) – Flamini Piero (avv. Beccarello)


Arbitrato – Arbitrato rituale – Lodo – Motivazione – Contraddittorietà – Nozione

La disposizione di cui all’art. 829, n. 11, c.p.c. – nullità del lodo contenente disposizioni contraddittorie – deve essere intesa nel senso che la contraddittorietà deve emergere tra le diverse componenti del dispositivo o tra la motivazione e il dispositivo e non tra parti diverse della motivazione, nel qual caso può assumere rilevanza solo nell’ipotesi di assoluta impossibilità di ricostruire l’iter logico e giuridico sottostante alla decisione per totale assenza di una qualsivoglia forma di motivazione riconducibile al suo modello funzionale.

Arbitrato – Arbitrato rituale – Lodo – Impugnazione – Violazione delle regole di diritto relative al merito – Applicabilità – Criteri

In applicazione della disciplina transitoria dettata dall’art. 27 del d.lgs. n. 40/2006, l’art. 829 c.p.c., comma 3, come riformulato dall’art. 24 del d.lgs. n. 40/2006, si applica nei giudizi arbitrali promossi dopo l’entrata in vigore del suddetto decreto, ma la legge cui lo stesso art. 829 c.p.c., comma 3 rinvia, per stabilire se è ammessa l’impugnazione per violazione delle regole di diritto relative al merito della controversia, è quella vigente al momento della stipulazione, salvo che le parti stesse avessero autorizzato gli arbitri a giudicare secondo equità o avessero dichiarato il lodo non impugnabile.

Arbitrato – Arbitrato rituale – Responsabilità contrattuale – Danno – Liquidazione – Criteri

Nel giudizio di impugnazione del lodo, ove le parti abbiano concordato sulla natura rituale dell’arbitrato e sull’applicazione ad esso delle regole processuali civili vigenti, vanno conseguentemente applicati anche i principi giurisprudenziali in tema di accertamento e liquidazione del danno, compresa la liquidazione dei danni in via equitativa, tanto nell’ipotesi in cui sia mancata interamente la prova del loro preciso ammontare per l’impossibilità della parte di fornire congrui e idonei elementi al riguardo, quanto nell’ipotesi di notevole difficoltà di compiere una precisa quantificazione.

 


Appello Venezia, 5 giugno 2017 (data di pubblicazione)

(Bazzo presidente ed estensore) – Uteco Converting s.p.a. (avv. Fabiani) – Banco Popolare s.c. (avv.ti Dalla Santa e Zorzi)


Arbitrato – Arbitrato rituale – Lodo – Impugnazione – Violazione delle regole di diritto relative al merito – Applicabilità – Criteri

In applicazione della disciplina transitoria dettata dall’art. 27 del d.lgs. n. 40/2006, l’art. 829 c.p.c., comma 3, come riformulato dall’art. 24 del d.lgs. n. 40/2006, si applica nei giudizi arbitrali promossi dopo l’entrata in vigore del suddetto decreto, ma la legge cui lo stesso art. 829 c.p.c., comma 3 rinvia, per stabilire se è ammessa l’impugnazione per violazione delle regole di diritto relative al merito della controversia, è quella vigente al momento della stipulazione, salvo che le parti stesse avessero autorizzato gli arbitri a giudicare secondo equità o avessero dichiarato il lodo non impugnabile.

Intermediazione finanziaria – Investitore persona fisica – operatore qualificato – Accertamento – Requisiti

Ai fini dell’appartenenza del soggetto, che stipula il contratto con l’intermediario finanziario, alla categoria degli operatori qualificati, è sufficiente l’espressa dichiarazione per iscritto da parte dello stesso (società o persona giuridica) di disporre della competenza ed esperienza richieste in materia di operazioni in valori mobiliari – ai sensi dell’art. 13 del regolamento CONSOB approvato con delibera 2 luglio 1991, n. 5387 – la quale esonera l’intermediario dall’obbligo di ulteriori verifiche, in mancanza di elementi contrari emergenti dalla documentazione già in suo possesso; salvo allegazioni contrarie in ordine alla discordanza tra contenuto della dichiarazione e situazione reale, tale dichiarazione può costituire argomento di prova che il giudice può porre alla base della propria decisione, ex art. 116 c.p.c., anche come unica fonte di prova, restando a carico di chi detta discordanza intenda dedurre l’onere di provare circostanze specifiche dalle quali desumere la mancanza di detti requisiti e la conoscenza da parte dell’intermediario delle circostanze medesime o almeno la loro agevole conoscibilità in base ad elementi obiettivi di riscontro.

Arbitrato – Arbitrato rituale – Lodo – Impugnazione – Omessa pronuncia – Presupposti

Ad integrare gli estremi del vizio di omessa pronuncia non basta la mancanza di un’espressa statuizione del giudice, ma è necessario che sia stato completamente omesso il provvedimento che si palesa indispensabile alla soluzione del caso concreto: ciò non si verifica quando la decisione adottata comporti la reiezione della pretesa fatta valere dalla parte, anche se manchi in proposito una specifica argomentazione, dovendo ravvisarsi una statuizione implicita di rigetto quando la pretesa avanzata col capo di domanda non espressamente esaminato risulti incompatibile con l’impostazione logico-giuridica della pronuncia.

 


Appello Roma, 19 febbraio 2016 (data di pubblicazione)

(Sorace presidente; Dell’Erba estensore) – Ambrosi de Magistris e a. (avv. ti Meyer Von Schauensee e De Santis) – Albanese e a. (avv. Scozzafava)


Arbitrato – Arbitrato rituale – Lodo – Clausola compromissoria – Scrittura privata – Disconoscimento della sottoscrizione – Produzione in giudizio – Verificazione – Onere della prova

In caso di disconoscimento dell’autenticità della sottoscrizione di una scrittura privata contenente una clausola compromissoria prodotta in copia fotostatica, la parte che l’abbia esibita in giudizio ed intenda avvalersene deve produrre l’originale ed esperire formale procedura di verificazione ex art. 216 c.p.c. ovvero dimostrare il contenuto della scrittura privata nei limiti in cui le prove sono ammissibili.

 


Appello Roma, 9 ottobre 2015 

(Mirra presidente; Martinelli estensore) – Sorical s.p.a. Società Risorse Idriche Calabresi (avv.ti Cioffi, Maggio e Pacifico) – Regione Calabria (avv. Naimo) – S.E.L.I. Società Esecuzione Lavori Idraulici s.p.a. (avv.ti di Tarsia di Belmonte, Fariselli, Tognacci)


Arbitrato – Arbitrato rituale – Camera Arbitrale per i contratti pubblici – Lodo – Impugnazione – Opinione dissenziente – Mancata sottoscrizione di tutti gli arbitri – Nullità – Insussistenza

Non è nullo il lodo che contenga una relazione di minoranza sottoscritta solo dall’arbitro dissenziente e redatta ad alcuni giorni di distanza dalla discussione collegiale.

Arbitrato – Arbitrato rituale – Camera Arbitrale per i contratti pubblici – Lodo – Impugnazione – Violazione e falsa applicazione di legge – Interpretazione secondo buona fede e equo contemperamento degli interessi – Criteri

Perché si possa dire nullo un lodo per violazione di una norma giuridica occorre che l’interpretazione data dal Collegio arbitrale sia del tutto avulsa dall’ambito esegetico applicativo della norma medesima (nel caso di specie, gli arbitri si sono attenuti ad un’esegesi che rimane all’interno di più opzioni possibili e i giudici hanno ritenuto che la censura per violazione del canone interpretativo secondo buona fede e dell’equo contemperamento degli interessi delle parti sia un mezzo inammissibile in quanto comporta una valutazione di fatto e comparativa rimessa al collegio e sottratta alla cognizione del giudice del gravame).

Arbitrato – Arbitrato rituale – Camera Arbitrale per i contratti pubblici – Lodo – Impugnazione – Violazione delle regole di diritto relative al merito della controversia – Esclusione

Non è impugnabile per violazione delle regole di diritto relative al merito della controversia il lodo reso in procedure già in corso e per le quali i collegi arbitrali fossero già costituiti alla data di entrata in vigore del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163.

Arbitrato – Arbitrato rituale – Camera Arbitrale per i contratti pubblici – Lodo – Impugnazione – Regolamento delle spese e delle competenze degli arbitri – Nullità – Inammissibilità

È inammissibile l’impugnazione per nullità del lodo che censuri la decisione sulle spese e l’autoliquidazione dei compensi.

Arbitrato – Arbitrato rituale – Camera Arbitrale per i contratti pubblici – Lodo – Impugnazione – Costituzione del collegio – Vizio – Rinuncia tacita – Rilevanza

La nullità del lodo per irregolarità nella costituzione del collegio non può essere opposta dalla parte che vi ha rinunciato tacitamente.